Riflessione e discussione
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Compito di approfondimento
Poiché molte tecnologie si giustificano con la cura delle malattie e il salvataggio delle vite, la scienza acquisisce una forte legittimità e gli oppositori fanno fatica a confutarla; l'autore teme che tale legittimità spinga la ricerca sempre avanti, potendo passare dalla cura al prolungamento della vita, al potenziamento delle capacità e persino al potenziamento della specie. Questa è un'inferenza e un monito dell'autore, non un esito inevitabile già dimostrato.
Fatti riportabili: l'esistenza dei relativi ambiti di ricerca, l'esistenza di controversie etiche, le posizioni di sostegno o di divieto avanzate dalle parti. Inferenze: se la tecnologia conduca necessariamente al potenziamento della specie, se la regolamentazione possa impedirlo. Giudizi di valore: se si debba permettere e secondo quali principi limitare. Distinguerli evita di prendere il monito dell'autore per un fatto stabilito e di spacciare divergenze di valore per divergenze di fatto.
Occorre integrare prove empiriche su sicurezza, efficacia, reversibilità, equità di accesso e fattibilità della regolamentazione; al tempo stesso, occorre discutere pubblicamente i principi valoriali di autonomia, giustizia, confini della specie e responsabilità intergenerazionale. Le decisioni politiche non possono basarsi solo sulle conclusioni di un singolo autore, ma devono confrontare posizioni diverse ed esplicitare i criteri di bilanciamento.
L'ultimo capitolo di Sapiens sposta lo sguardo dalla retrospettiva sul passato all'esame del futuro: Homo sapiens verrà sostituito dalle tecnologie che ha creato, uscendo così dalla scena della storia? Qui la "fine" non è la profezia di un'improvvisa estinzione in un giorno preciso, ma un interrogativo aperto sul destino della specie e sul punto d'arrivo della storia.
In altre parole, la domanda da porsi è: Homo sapiens è ancora il soggetto della storia? I confini della specie, prodotti dalla selezione naturale, verranno riscritti dalla tecnologia?
In passato, Homo sapiens è stato plasmato dalla selezione naturale: mutazioni casuali, selezione ambientale, lunghi adattamenti. Harari sostiene che in futuro la "progettazione intelligente" potrebbe intervenire, integrare o persino sostituire la selezione naturale.
Progettazione intelligenteNon è creazionismo, ma indica la modificazione consapevole della vita e della propria evoluzione da parte degli esseri umani. Essa fa passare l'evoluzione dall'adattamento passivo alla scelta attiva.
In chiusura, il libro riassume questa tendenza con il "Progetto Gilgamesh": ricerche come l'ingegneria genetica, le interfacce cervello-computer e la creazione di menti nei computer si giustificano spesso con la cura delle malattie e il salvataggio delle vite; ma l'autore teme che tale legittimità renda difficile frenare e possa portare al prolungamento della vita e al potenziamento della specie. Qui occorre distinguere: l'esistenza dei progetti tecnologici è un dato di fatto, mentre la possibilità di fermarli e la loro eventuale sostituzione della selezione naturale sono inferenze e moniti dell'autore.
La postfazione sposta la questione sul piano dei valori: Homo sapiens possiede un potere quasi divino, eppure è ancora incerto sui propri obiettivi e non risponde quasi a nessuno. Harari sposta così la domanda da "che cosa vogliamo davvero diventare" a "che cosa vogliamo davvero desiderare".
Nel valutare occorre distinguere fatti, inferenze e controversie: la progettazione intelligente non ha ancora sostituito la selezione naturale; sull'efficacia della regolamentazione esistono giudizi diversi; la questione se i confini della specie vadano riscritti coinvolge autonomia, giustizia e responsabilità. Il compito di lettura non è accettare una conclusione unica, ma esaminare le prove, i limiti e le possibili conseguenze dell'argomentazione.
